Dalla natura al piatto: come usare il cressone selvatico per unire il gusto alla salute
C’è una pianta che cresce indisturbata nei giardini, tra le crepe dei marciapiedi o nei vasi sul balcone, che quasi nessuno si sofferma mai ad osservare. Eppure il suo nome è estremamente curioso, quasi canzonatorio: cressone peloso (Cardamine hirsuta). A cosa è dovuta la scelta di questo appellativo? Il termine “cressone” innanzitutto fa riferimento alla sua famiglia di appartenenza, che è quella delle Brassicaceae. L’aggettivo “peloso” invece fa riferimento alla presenza di minuscoli tricomi a livello del fusto e delle foglie inferiori. Questa caratteristica botanica distingue la pianta da specie affini ed è stata di ispirazione anche nella scelta della denominazione scientifica. Hirsuta infatti, dal latino hirsutus, vuol dire appunto “irsuta, villosa”.

In inglese la piantina viene anche chiamata hairy bittercrees. La parola “bitter”, che non ritroviamo invece nella versione italiana, fa riferimento al suo gusto amaro. Si tratta infatti di un esemplare edibile, che non si limita solo ad “infestare” gli ambienti. Il cressone si contraddistingue per il sapore pepato, fresco e leggermente amaro. Chi lo consuma regolarmente, specialmente se seleziona le foglie più giovani, è solito associarlo a piantine come la rucola.

Dal punto di vista nutrizionale questa pianta si rivela un sorprendente alleato della salute, in quanto ricca di composti bioattivi. In particolare si concentrano al suo interno: vitamina C, vitamina A, ferro, calcio e magnesio. La prima costituisce un elemento fondamentale per stabilire una corretta regolazione di tutti quei processi legati al sistema immunitario. Peraltro contribuisce all’assorbimento del ferro e contrasta lo stress ossidativo. La vitamina A invece si rivela importante per la salute della pelle, degli occhi e delle mucose. L’elevata presenza di sali minerali infine è di supporto per l’attività dei muscoli, per l’integrità delle ossa e va a proteggere il sistema nervoso centrale. Dunque, pur non essendo considerata un “superfood” in senso stretto, Cardamine hirsuta è un esempio perfetto di quanto le piante che crescono spontaneamente possano rivelarsi importanti se inserite nella nostra dieta.