Cephalocereus senilis: segreti e curiosità sul cactus “testa di vecchio”

Se state cercando una pianta grassa diversa dalle solite, vi consigliamo il Cephalocereus senilis. Questo cactus, infatti, ha un aspetto così particolare da essere stato soprannominato “testa di vecchio”.

Come coltivare il Cephalocereus senilis?

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Crediti foto: @AnemoneProjectors, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons

Prima di tutto: non confondete il Cephalocereus senilis, il cactus testa di vecchio con il Cleistocactus colademononis, il cactus a coda di scimmia. Anche se entrambi sono noti come “cactus con i capelli”, si tratta di specie diverse. Il Cephalocereus senilis è un cactus afferente alla famiglia delle Cactaceae. In natura tende a crescere nelle zone rocciose, su trreni calcarei, fra i 1.000 e i 1.500 metri sul livello del mare.

Originario del Messico, potreste trovarlo indicato anche con il nome di Cactus senilis, Cereus senilisi, Echinocactus staplesiae e Pilocereus senilis. Sempre di lui, si tratta, di un cactus colonnare ricoperto da questa singolare peluria bianca che ricorda, per l’appunto, la testa canuta di un nonno.

Alto in natura anche 15 metri e con un diametro massimo di 40 cm, solitamente si tratta di un cactus privo di ramificazioni. Quando capita che ramifica, lo fa alla base del fusto principale.

Come dicevamo, la particolarità di questa pianta è questa peluria bianco-argentea che spunta fuori dalle areole, ricoprendole. Sempre dalle areole, poi, spuntano fuori le spine, sottili e brunastre. Il fusto presenta numerose coste poco profonde, mentre il colore varia dal verde chiaro al verde intenso. Tuttavia nei cactus anziani il verde tende a virare verso il grigiastro.

Quando arriva intorno ai 20 anni di vita, questo cactus smette di crescere in altezza e inizia a produrre un cefalio che si ricopre di spine corte. Sempre qui nascerà una lanugine dalla quale spunteranno fuori i fiori.

I fiori di questo cactus sono notturni, hanno forma a imbuto e sono lunghi anche 10 centimetri. Sono di colore rosa o crema e fioriscono d’estate. Dopo un mesetto dalla fioritura, dovrebbero svilupparsi i frutti ovalari rosa.

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Crediti foto: @Rhododendrites, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Per quanto riguarda la sua coltivazione, la buona notizia è che è un cactus facile da coltivare. Non solo è adatto ai neofiti, ma si tratta anche di una specie facile da reperire.

Come posizione, necessita di sole per crescere. Tende a resistere anche al freddo, anche a temperatura al di sotto degli 0°C, ma solo per periodi brevi e solo se il terreno è asciutto. Per non sbagliare, d’inverno qui da noi conviene mettere al riparo la pianta. Attenzione anche d’estate: nei giorni eccessivamente caldi, se notate scottature solari, riparatelo dal sole diretto.

Per quanto riguarda il terriccio, dovrà essere ben drenante e leggermente calcareo.

Le irrigazioni devono essere scarse o cessare del tutto d’inverno, mentre in estate è possibile intensificarle (assicuratevi che il terreno sia ben asciutto prima di innaffiarlo). In primavera ricordatevi anche di aggiungere un po’ di fertilizzante per cactus.

La propagazione avviene per talea o semi. Tuttavia i semi per germinare necessitano di alti livelli di umidità, di terreno ben drenante e di sufficiente acqua e luce solare.

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