Equiseto comune: benefici, modalità d’uso e controindicazioni

L’equiseto comune (Equisetum arvense) è una pianta con radici antiche, che generalmente cresce in zone umide come i bordi di fossati, prati paludosi e rive dei corsi d’acqua. In molti annoverano la pianta tra le specie infestanti, eppure c’è da sapere che l’equiseto conserva al suo interno un elemento fondamentale per il benessere dell’uomo. In passato infatti la pianta era protagonista assoluta della medicina tradizionale in quanto apportava una serie di benefici a livello di pelle, unghie, capelli e tessuti connettivi.

Pianta selvatica

L’elemento fondamentale che si cela all’interno dell’equiseto comune è la silice. Si tratta di un minerale fondamentale che contribuisce alla formazione del collagene, proteina fondamentale nel mantenimento dell’elasticità dei tessuti connettivi. Nell’equiseto comune la silice non è presente come cristallo, bensì sotto forma di acido ortosilicico. Quest’ultimo è in grado di attraversare facilmente le pareti dell’intestino per essere assorbito, ovvero per essere immesso nel circolo sistemico. Molte persone dunque sfruttano l’equiseto per rafforzare unghie e capelli, quindi per ridurre il rischio che vadano a spezzarsi. Peraltro la pianta dispone di proprietà diuretiche, quindi si rivela ottima per chi desidera andare ad incentivare la funzionalità renale.

I benefici di Equisetum arvense

Nonostante disponga di numerosi benefici, è comunque bene utilizzare l’equiseto con estrema cautela. Questo esemplare contiene infatti tiaminasi, enzima deputato alla degradazione della tiamina, anche nota come vitamina B1. L’eccessiva attività dell’enzima può interferire con l’assorbimento del composto, che è di per sé fondamentale per la salute del sistema nervoso centrale e per l’attività muscolare. Inoltre, è fondamentale assicurarsi di utilizzare solo Equisetum arvense, poiché altre specie simili possono risultare tossiche. Un consumo responsabile dell’equiseto può permettere di sfruttare al meglio le sue proprietà naturali, valorizzando una pianta spesso trascurata nel mondo delle erbe officinali.

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