Amorphophallus konjac: come coltivare la lingua del diavolo o giglio del serpente
Ancora piante strane, insolite e dall’aspetto un tantino inquietante. Oggi parleremo dell’Amorphophallus konjac (il nome scientifico deriva dal suo peculiare aspetto), più noto semplicemente come konjac. Chiamato anche con gli evocativi nomi di lingua del diavolo, giglio del serpente o voodoo lily, si tratta di una pianta della famiglia delle Araceae originaria della Cina. E sì, da questa pianta si ricava la gelatina konyaku, diffusa nella cucina giapponese.
Come coltivare l’Amorphophallus konjac?

In Giappone, Cina e Corea l’Amorphophallus konjac è coltivato soprattutto per scopi alimentari. Tuttavia nulla vi vieta di coltivarlo anche a scopo ornamentale. Il suo aspetto è assai particolare: alto anche 150 centimetri (di cui quasi tutti spettanti al fiore), produce una singola, enorme foglia a stagione, con un fiore eretto, di colore rossastro e dall’odore nauseabondo, come di carne in putrefazione. Le foglie persistono da aprile a ottobre, mentre i fiori da marzo ad aprile.
In teoria produce anche delle bacche rosse o arancioni, molto belle, ma difficili da vedere quando coltivato in casa.
Solitamente coltivata in vaso o in campo, fate attenzione: la pianta è tossica per cani, gatti e bambini, con particolare riferimento a bulbo e foglie. Se ingerita causa gravi sintomi gastroenterici con vomito, nausea, dolore addominale e diarrea.
Per quanto riguarda la collocazione, ricordatevi che vuole una posizione luminosa, evitando però la luce solare diretta (non la tollera soprattutto durante le ore più calde). Tuttavia può crescere anche in mezz’ombra. Come temperature, non ama il freddo. Temperature al di sotto dei 5°C possono causare danni. Se la coltivate in vaso, qui da noi in inverno andrebbe portata dentro casa, tenendola in un ambiente fresco e asciutto. Se coltivata in campo, dovrete dissotterrare il bulbo e conservarlo fino a primavera in un posto fresco e asciutto.
Per il terreno, create un mix di torba, sabbia grossolana e un po’ di perlite. Deve essere molto ben drenante. Per il rinvaso, fatelo in primavera.
Come irrigazione, bisogna innaffiare solamente quando il terreno è asciutto. Non lasciate acqua nel vaso e non create ristagni idrici. Passata la fioritura e in inverno le innaffiate devono essere sospese.
La manutenzione è abbastanza semplice. Di sicuro non dovrete potare la pianta. Al massimo eliminate solamente le foglie secche a fine stagione. Per la concimazione, invece, dovrete usare un fertilizzante bilanciato da aprile a settembre, applicandolo ogni 20-25 giorni. Non concimare assolutamente in inverno durante la fase di quiescenza.
Come malattie, non è molto robusta. Attenzione ad afidi, cocciniglie, muffe e marciume radicale.