Trucchi e segreti per propagare le ortensie in autunno
Propagare le ortensie in autunno è fattibile? I giardinieri di professione assicurano di sì. Solitamente quando si pensa alla propagazione delle ortensie, si pensa alla primavera. Eppure, con i giusti accorgimento, è possibile farle propagare tramite talea o margotta anche in autunno. Tuttavia, prima di procedere, dovrete assicurarvi che l’arbusto sia della giusta specie, sia abbastanza maturo e cresciuto, abbia una chioma densa e abbia una buona crescita esterna. Se anche solo uno di questi punti non è rispettato, evitate di far propagare quella pianta.
Come propagare le ortensie in autunno?

Sappiamo che le ortensie sono arbusti legnosi e resistenti, molto adattabili e in grado di crescere e fiorire in parecchi climi. Inoltre possono essere propagate anche in autunno, soprattutto tramite talee.
L’ideale sarebbe procedere a inizio autunno, quando la pianta è ancora in fase di crescita attiva. Inoltre questo metodo funziona meglio se mancano ancora almeno quattro settimane alle gelate. Così facendo, infatti, i nuovi trapianti hanno tutto il tempo di sviluppare le radici prima che il terreno geli.
In alternativa, se avete tergiversato troppo, dovrete aspettare che la pianta sia in fase di dormienza prima di procedere a dissodare e dividere. Dovrete anche avere l’accortezza di preparare per tempo l’area di trapianto, controllando la qualità del terreno e aggiungendo possibilmente del compost. Girate anche il terreno in modo da smuoverlo e rendere più agevole lo sviluppo delle radici.
Ricordatevi anche che le ortensie sono adattabili, ma tendono a prosperare meglio nei terreni ben drenanti, ricchi di sostanza organica e con un livello medio di umidità. Per quanto riguarda il pH del terreno, invece, le ortensie vantano la particolarità che, a seconda del pH, cambiano il colore dei fiori (il che è valido per tutte le ortensie colorate, tranne le cultivar bianche).
La tecnica per produrre talee è sempre la stessa. Procuratevi delle cesoie affilate, pulite e sterili. Armatevi anche di pazienza: con questo metodo otterrete parecchi cloni della pianta madre, ma ci metterete parecchio tempo a vedere i nuovi arbusti fioriti. Questo anche perché le talee di ortensia iniziano a crescere in circa 4-6 settimane.
Per quanto riguarda le talee autunnali, cercate di partire da una crescita non troppo legnosa. Tagliate un pezzo di stelo lungo 15 centimetri della nuova crescita, possibilmente partendo da uno stelo che non ha ancora fiorito.
Eliminate le foglie nella parte inferiore, lasciando solamente un paio di foglie nella parte superiore. Cercate di mantenere le talee umide fino a quando non le rinvaserete (potete anche coprirne la parte inferiore con degli ormoni radicanti).
Piantate poi la talea in 5 centimetri di terriccio umido e ben drenante, cercando di coprire da metà a due terzi del fusto, compresi due nodi fogliari. In alternativa potete farle radicare immergendo la parte inferiore in un vasetto di vetro trasparente pieno d’acqua piovana o acqua depurata.
Posizionate ora la talea in un posto luminoso, caldo, ma lontano dalla luce solare diretta. Mantenete umido il terreno senza creare ristagni idrici (se radicate la talea in acqua dovete rabboccarla man mano che evapora, cambiandola ogni pochi giorni per evitare muffe e marciumi).
Dopo 2-4 settimane in teoria dovrebbero essersi formate un numero di radici tali da permettervi di rinvasare le nuove piante. Per il rinvaso, scegliete vasi da 10-15 centimetri. Visto che le nuove piantine si svilupperanno in inverno, tenetele al riparo in casa o in una serra: il gelo le ucciderebbe.
Innaffiate in modo che il terreno sia sempre umido, ma non troppo, anche perché durante l’inverno la crescita rallenta. In primavera, poi, potrete trasferire in giardino le nuove piantine, abituandole gradualmente.
Tuttavia c’è una seconda tecnica di propagazione delle ortensie in autunno che vale la pena provare. Questa tecnica, nota come propagazione a strati, sfrutta le ramificazioni esistenti. La prima cosa da fare è selezionare steli bassi e flessibili, che abbiano una nuova crescita sana e basi leggermente legnose. In pratica devono essere capaci di piegarsi al livello del suolo senza spezzarsi.
Prendete questo ramo e piegatelo delicatamente fino a terra. Eliminate le foglie attorno a una zona di 13-15 centimetri che andrà a contato col terreno. Poi raschiate leggermente la base del fusto in quel segmento (se volete potete anche applicare dell’ormone radicante alla base del segmento).
Scavate ora una trincea profonda al massimo 5 centimetri e alloggiatevi il segmento raschiato. Coprite ora il fusto col terriccio, lasciando esposta la base e l’estremità del ramo (per almeno 15-30 centimetri).
Adesso dovrete ancorare lo stelo a strati al terreno. Di solito si usa una zolla di terreno, un mattone o una pietra. Lasciate questo segmento in posizione per 6-8 settimane e, se avrete fatto tutto correttamente, ecco che da lì si svilupperanno nuove radici.
Una volta formate, dovrete proteggerle dal gelo pacciamando la zona. Dopo un paio di mesi, se il fusto presenta un buon radicamento, con delle cesoie affilate dovrete staccare la giovane pianta dalla pianta madre e alloggiarla in giardino in vaso.

Terza tecnica: la divisione. Questa tecnica è particolarmente adatta alle ortensie a foglia grande, come la H. macrophylla e l’H. arborescens. Le altre, come le ortensie a pannocchia o rampicanti si propagano meglio a talea.
Ci sono due sistemi per dividere le ortensie. Il primo consiste nello scavare tutta la pianta usando la vanga. Dovrete sollevare tutta la zolla con le radici e separare poi le parti esterne. Il secondo metodo, invece, consiste nel togliere una sezione esterna vitale con la vanga, in modo da recidere i fusti con le radici ancora attaccate.
Qualsiasi sia la metodica scelta, conviene sempre procedere lungo la parte esterna della pianta. Qui ci si sono i germogli e le radici più giovani che si separano più facilmente dalla pianta madre. Questi segmenti dovranno però essere subito trapiantati dopo la divisione, annaffiando e pacciamando.