Caryopteris: come coltivare questi spettacolari fiori blu-violetti
Fra i fiori più spettacolari di colore blu-violetto annoveriamo anche i Caryopteris. Noti anche con il nome comune di barbablù o spirea azzurra, oltre al fatto di avere un colore assolutamente affascinante, hanno il notevole pregio di essere arbusti di facile manutenzione che fioriscono per gran parte dell’autunno. Ma come coltivare con successo questi fiori che attirano gli impollinatori?
Come coltivare i Caryopteris?

I Caryopteris sono piante arbustive perenni (decidue in alcune zone). Presenta steli lunghi, ricoperti di piccole foglie. Ma il vero fascino sono i fiori, di un intenso colore blu-violetto. Diverse le varietà che potrete trovare, ma una delle cultivar più belle è di sicuro la Caryopteris x clandonensis, la Blue Mist Barbablù, con le sue foglie color verde-argento che ben contrastano con i fiori.
Il periodo migliore per piantare i Caryopteris è in primavera, dopo l’ultima gelata e prima del caldo estivo. L’alternativa è piantarla in autunno, almeno un mese prima dell’arrivo delle gelate. Dovrete scavare una buca grande il doppio della zolla e abbastanza profonda. Poi posizionate la zolla nella buca, riempite col terriccio e premete delicatamente in modo da eliminare sacche d’aria. Innaffiate abbondantemente. Cercate di distanziare le piante di almeno 60 cm, più vicine se volete realizzare una bordura.
Come posizione, scegliete un luogo soleggiato, con almeno 6 ore di luce solare diretta al giorno (più sole ottiene, più fiori produce). Essendo fra i pochi arbusti da fiore che fioriscono a fine estate e in autunno, ecco che è perfetta per dare un tocco di colore distintivo in mezzo ai tipici colori autunnali. Come pianta è in grado di crescere anche nei giardini in pendenza. Inoltre è possibile coltivarla anche in vaso, basta solamente scegliere le cultivar nane.
Come terriccio optate per terreni sciolti, argillosi e ben drenanti. Evitate assolutamente i ristagni idrici perché non tollerano assolutamente i terreni umidi. Il pH del terreno dovrebbe essere neutro, ma è comunque in grado di crescere anche nei terreni leggermente alcalini e acidi.
Per quanto riguarda l’irrigazione, le piante giovani richiedono innaffiature regolari. Una volta stabilizzata, tollera benissimo la siccità.

Come clima, preferisce temperature comprese fra i 18 e i 29°C, con umidità moderata. Tuttavia tollera le temperature elevate e l’umidità estiva. Se le temperature rimangono per parecchio tempo sopra i 32°C, potrebbe aver bisogno di qualche annaffiatura in più. Resiste anche al gelo, ma se fa troppo freddo rischia di morire in inverno. Ma se le radici non sono danneggiate, ritorna poi a crescere in primavera.
Per la manutenzione, non preoccupatevi. Non richiede troppo fertilizzante. Anzi, spesso non c’è neanche bisogno di concimarla. Se esagerate col concime, infatti, la pianta produce solo foglie e non fiori. Al massimo aggiungete un po’ di sostanza organica o compost nella buca di impianto prima di piantarla. Non serve neanche potarla. I fiori appassiti sono belli da vedersi e non devono essere rimossi. E non serve neanche potarla in autunno perché altrimenti stimolereste una nuova crescita che sarebbe danneggiata col freddo invernale. Meglio potarle in primavera.
Pianta estremamente rustica, non soffre di particolari malattie. Fate solo attenzione al marciume radicale, al marciume del colletto e alle cimici delle piante.