Quercia scarlatta: come piantare e coltivare questo fiammeggiante albero

Se avete un giardino sufficientemente grande e state cercando un albero per fare ombra, perché non provare con una quercia scarlatta? La Quercus coccinea, questo il suo nome scientifico, è una pianta dall’aspetto spettacolare, con le foglie nuove di color rosso che da adulte virano poi al verde. In autunno le foglie poi cambiano colore, diventando prima arancioni e poi cremisi. Inoltre, come le altre querce, produce anche ghiande che potete usare per nutrire la fauna selvatica o per abbellire le vostre ghirlande o centrotavola autunnali.

Come coltivare la quercia scarlatta?

quercia scarlatta
Crediti foto: @Calistemon, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Le querce scarlatte sono alberi decidui a legno duro. Il che vuol dire che in inverno perdono le foglie. La chioma è aperta e la crescita è moderata. Il tronco presenta una corteccia marrone scuro, con sfumature grigiastre e grandi squame.

Le foglie sono lobate, appuntite e di un intenso color rosso in autunno. Queste foglie scarlatte sono in grado di rimanere sull’albero per gran parte dell’inverno. Quando l’albero raggiunge i 20 anni di vita, ecco che inizia a produrre delle piccole ghiande.

Le radici sono a fittone, il che significa che non sono facili da trapiantare. La cosa migliore da fare sarebbe partire da un seme (dalla ghianda in pratica), ma considerate che ci metterà di più a crescere e che rimarrà più piccolo. Tuttavia eviterete i rischi dello shock da trapianto.

Considerate anche attentamente le dimensioni della pianta da adulta prima di scegliere il punto del giardino dove piantare la ghianda. Quest’ultima germinerà meglio se coperta da un leggero strato di terriccio o di foglie secche. Meglio piantarla in autunno perché ha bisogno del freddo per germinare. Inoltre in questo modo eviterete che scoiattoli troppo affamati possano mangiarle.

Se invece partite dal trapianto, considerate che di solito nei vivai troverete piante alte al massimo 7.5 centimetri. Difficile trovare piante più grandi per via della radice a fittone. Il trapianto dovrà avvenire in autunno o primavera.

Scavate una buca profonda quanto il panetto di terra e larga due o tre volte la larghezza del panetto. Posizionatelo poi nella buca e riempitela col terriccio. Fate una buona pacciamatura intorno all’albero, evitando di posizionare il pacciame attaccato al tronco. Innaffiate sempre bene dopo il trapianto.

Detto questo, le querce scarlatte sono facili da coltivare. Specie se sopravvivono al primo anno di vita. Dovrete fornire loro una posizione in pieno sole, evitando il sottobosco o l’ombra di altre piante. Per la temperatura, sopravvivono sia al freddo che al caldo, ma solo quando sono ben radicate.

Come terreno, dovrete fornire loro un terriccio ben drenante e acido. Tuttavia possono crescere anche in terreni poveri o rocciosi. Evitate invece i terreni dove il pH è superiore a 6,8. Per piantarle in terreni alcalini dovrete abbassare il pH, aggiungendo dello zolfo. Ma ci metterete dei mesi per ottenere il pH giusto.

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Crediti foto: @Jean-Pol GRANDMONT, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons

Per quanto riguarda l’irrigazione, la quercia scarlatta vuole un terreno asciutto. Tuttavia tollera un’umidità modesta se il terreno è ben drenante. Tollera bene anche la siccità e i terreni aridi, ma questo solamente una volta che l’albero si è stabilizzato. Appena piantati o germinati, necessitano di un terreno umido. Evitate solo i ristagni idrici per non incorrere nel marciume radicale.

Crescendo bene anche nei terreni poveri, non è necessario concimarle con regolarità. Anzi: aggiungere troppo fertilizzante le danneggerebbe. Se proprio ogni tanto volete concimarla, usate concimi a lento rilascio, mai quelli sintetici a rapido rilascio.

Come manutenzione, ne richiedono veramente poca. I rami crescono orizzontalmente e non si piegano di frequente. Il che vuol dire che non dovrete potare rami bassi su cui rischiate di sbattere la testa.

Come problemi e malattie, occhio ai terreni con pH alcalino (crescono poco e le foglie ingialliscono), alle falene delle querce (si nutrono delle foglie), alla tentredine della quercia scarlatta (vespe che assomigliano a mosche le cui larve si nutrono del fogliame), all’antracnosi e alla maculatura fogliare. Attenzione anche al marciume del cuore da funghi e all’appassimento causato dal fungo Bretziella fagacearum trasmesso da coleotteri che si nutrono della linfa dell’albero

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